sabato 22 novembre 2008

La vita di un asino - il primo review


'La vita di un asino' e' il piu fantastico film ho mai visto. Straodinario, veramente meraviglioso. Come l'hanno fatto, mi domando. Deve vincere tuttu i premi. E' la storia di un asino, ma non l'asino di solito. Non e' neanche un asino che porta le drugghe da colombia a venezuala, ne un asino che balla sulla palla di un circo, ne un asino che corre per i soldi in uzbekistania. Questo asino e' un asino senza un nome, che viene dalla campagna a una piccola citta per vendicarsi su quei uomini malvagi che l'hanno truccati. L'hanno truccati come una ragazza e poi l'hanno stuprato. Vedi tutto in questo film, la scene e' troppo scioccante. Forse sarebbe stato buffo se per esempio fossi stato girato con un diverso asino, ma questo asino e' come nessun attore sul pianeta, puo creare le emozioni profundi solo inchinando la sua testa grossa o chiudendo i suoi grandi occhi. Questi mascalzoni barbari lasciano il povero protagonista alla pieta dei elementi, nel cuore del deserto, in una tempesta violente. Ma chissa come lo fa, ma il asino si alza dal fango e con le gambe pesante come piombo cammina dopo le loro traccie. I bastardi ritornano al loro lavoro, sono operai in una fabbrica che fa il sapone. Usano il sapone a nascondere le arme e glieli forniscono a una prigione. Solo uno di loro si sente colpevole, ha gli allucinzioni di un asino con le ali descendo dal cielo come il fulmine, gli occhi impazziti. La sua moglia gli chiede perche sia cosi distante e distratto, ma lui non puo guardarla in faccia. E' una notte buio e tempestuoso, qualcosa bussa sulla porta. 'Chi e'?' chiede. 'Ma chi e'?' E' l'asino. Ecco chi e'! Non voglio rovinare tutto il film, ma come puo immaginare l'asino diventa assassino e fa una vendetta contro quei cattivi uomini che ce l'hanno rubato la dignita', e al fine non sai se l'asino era un asino davvero oppure una fantasma. C'e una scena adrenalino grandissima dentro la fabbrica di sapone, dove l'asino fa mangiare sapone il cowboy piu cattivo. Non ho mai visto un asino con gli zocchi cosi veloci. Ci sono i bolli dovunque.

Il film e' tipico del breve periodo degli western all'italiana in cui i cowboy tipici erano sostituiti con gli animali. Questa era alla fine degli anni sessanta. Tre di questi film compresa 'la vita di un asino', il sub-genre si chiamava spaghetti western vegeteriana, sono stati girati da Lorenzo Patipatti. Era una regista un po eccentrica e sfortunato (ha scomparso durante produzione di una pubblicita per aqua minerale e non era mai rivisto). Il suo capolavoro, che non ho ancora visto, e' 'v volante per vendetta' con Frank Anatra. Ho sentito che il suo terzo film 'Ne orzo, ne orso' va cagare eccetto una scena dove l'orso rovinato dai gioco d'azzarde rapina una banca in Texas. Ma mi raccomando 'la vita di un asino' e' veramente sorprendente. Il soundtrack era fatto da King Crimson. E' c'e anche un serpente.